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Discovery

Discovery è un termine impiegato in procedura civile per indicare un efficace istituto processuale, elaborato nell’ambito delle regole dell’equity, privo di corrispondenza in civil law.

La discovery ha per effetto di portare a conoscenza il materiale probatorio dell’avversario prima del processo, e contribuisce in modo rilevante a quel fenomeno caratteristico della prassi giudiziaria di common law per cui solo una frazione infinitesimale delle controversie giunge effettivamente alla fase del processo e quindi ad una sentenza. In Inghilterra la discovery è limitata alla prova documentale.
La discovery introduce un elemento inquisitorio nell’adversarial system del processo di common law; nel rispetto dei diritti delle parti, costituisce uno strumento processuale che assicura il “dovere di lealtà e di probità” delle parti, che nel sistema processuale italiano e di civil law in generale costituisce un mero flatus vocis.
Nel processo civile di common law, il quale si suddivide in diverse fasi, una di queste è la discovery, che si svolge sempre nella fase preprocessuale, dopo lo scambio delle note scritte, ed è un strumento molto utile alle parti, che hanno così modo di conoscere il materiale probatorio della controparte, per fare un pronostico sull’esito del processo e quindi sull’opportunità di intraprendere o meno questa ulteriore fase processuale.
Elemento fondamentale della discovery è l’obbligo per ciascuna parte di produrre non solo i documenti ad essa favorevoli, ma anche quelli ad essa sfavorevoli; in tale ambito, può essere emesso un order for discovery, con cui viene imposta la produzione di uno o più documenti.
Possibili traduzioni del termine sono “produzione delle prove”, “scoperta delle prove”, che però non colgono al massimo tutte le sfumature dell’istituto; inoltre, si segnala che il termine inglese è ormai ampiamente utilizzato dagli addetti ai lavori, soprattutto in testi prettamente tecnici.

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